La Storia

1974 Nasce con la denominazione di "Scuola Superiore Sperimentale"

L'Istituto di Istruzione Superiore "Antonio Pesenti" è in via Aldo Moro, a Cascina (Pisa)


1974
Nasce con la denominazione di "Scuola Superiore Sperimentale", nell’ambito di un progetto ministeriale che prevede l’istituzione, in alcune regioni d’Italia, di scuole - laboratorio per la riforma dell’Istruzione Superiore. L’Istituto è strutturato in un Biennio Unitario e in un Triennio con diversi indirizzi.
1982 Assume la denominazione di Istituto Tecnico Commerciale, ma mantiene la sua struttura sperimentale. Viene infatti confermato il Biennio unitario, mentre nel Triennio si consolidano tre indirizzi: il linguistico, lo scientifico, il commerciale.
1985 Viene intitolata all’economista Antonio Pesenti
1997 Assume la denominazione di Istituto Tecnico Commerciale – Liceo Scientifico perché, con decreto del Provveditore agli Studi, viene istituita una sezione ordinaria di Liceo Scientifico
E’ inserito, insieme ad un numero limitato di scuole pilota, in un progetto nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione, denominato "Progetto autonomia" .
Ancora oggi il Pesenti è l’unico istituto in Italia che attua tale sperimentazione contemporaneamente nell’area scientifica, in quella linguistica e in quella tecnica.
2002 Nasce il Liceo Scientifico ad indirizzo Sportivo.
2004 I programmi dell’indirizzo Programmatori vengono rinnovati per formare operatori esperti nel commercio elettronico; il Liceo Linguistico offre anche una caratterizzazione musicale e artistica.
Con delibera della Giunta della Regione Toscana e successivo decreto del Direttore scolastico regionale, assume la denominazione di Istituto di Istruzione Superiore comprensivo di Liceo Scientifico, Liceo Linguistico, Istituto Tecnico Commerciale.

IL CONTESTO SOCIO – ECONOMICO DEL TERRITORIO
L’utenza del Pesenti proviene da un territorio molto vasto e disomogeneo sul piano socio – economico. Infatti solo il 50% degli studenti risiede nel Comune di Cascina, un’altra parte consistente proviene da varie località della provincia (Lungomonte Pisano, Valdera, Valdarno,) mentre, dopo l’istituzione del nuovo indirizzo scientifico sportivo, alcuni studenti giungono da fuori provincia da località molto distanti dalla scuola come : Lucca, Livorno, Vinci, Empoli, Carrara, Altopascio, e anche da fuori regione.

Si tratta, in genere, di territori caratterizzati da offerte culturali mediamente scarse. Solo il 10% dei genitori è in possesso di laurea. Il titolo di studio prevalente per i padri è quello di scuola media inferiore; più numerose le madri con diploma di scuola media superiore.
La tipologia familiare più diffusa è quella formata da 3 – 4 persone: i genitori e 1 o 2 figli. La professione di gran lunga più comune è il lavoro dipendente. I genitori per lo più lavorano fuori casa per gran parte del giorno. Alla scuola si richiede pertanto di far fronte alle eventuali difficoltà incontrate dagli studenti attraverso le attività di recupero, di stimolare interessi e valorizzare attitudini attraverso le attività extracurricolari che possano arricchire il loro percorso formativo, di compiere una costante azione di orientamento.

Riguardo alle potenzialità economiche, accanto a realtà più dinamiche dal punto di vista produttivo, ci sono territori per lo più collinari, più statici, contraddistinti dalla presenza di piccolissimi comuni. Il tessuto produttivo è caratterizzato dalla presenza di piccole e piccolissime aziende. L’attività artigianale, che per anni ha caratterizzato l’assetto produttivo del territorio, in particolare quello di Cascina, ha visto un progressivo declino. Entrato in crisi un modello di sviluppo fondato sull’individualismo culturale e produttivo, il territorio ha riscoperto una vocazione imprenditoriale nel terziario avanzato, soprattutto nei servizi. Per rispondere ai bisogni di crescita e di riqualificazione delle piccole imprese sono nati Poli Tecnologici in alcuni territori, primo fra tutti quello di Navacchio (Cascina). L’impegno di questi centri è quello di sostenere le piccole imprese nello sviluppo di nuove tecnologie, nella capacità di usare nuovi strumenti e di stimolare una ripresa produttiva fondata sull’innovazione scientifica e sulle politiche di area. Tale tendenza verso un impegno diffuso per lo sviluppo delle nuove tecnologie si riscontra oggi sia nel settore pubblico che in quello privato, con una richiesta crescente di personale addetto anche da parte delle piccole imprese.

Per far fronte a tale esigenza la scuola, mentre si propone di diffondere sempre più la cultura informatica, introducendo l’insegnamento delle nuove tecnologie in tutti gli indirizzi, incrementando le proprie strumentazioni e rendendone l’uso più rispondente ai bisogni dell’utenza, si dà l’obiettivo di proseguire ed estendere le esperienze di alternanza scuolalavoro, sia nei corsi di studio liceali che in quelli tecnici, per sviluppare la capacità di integrazione degli studenti con la realtà esterna e per fornire loro strumenti per operare consapevoli scelte di studio e di lavoro al termine della scuola superiore.

Del resto oltre il 50% degli studenti in entrata dichiara di avere intenzione di proseguire gli studi all’università, dimostrando con ciò di attribuire importanza all’esperienza scolastica anche in relazione alle scelte future.